PARANORMALE E MISTERI DAL MONDO
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NECRONOMICON



« La notte s'apre sull'orlo dell'abisso. Le porte dell'inferno sono chiuse: a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo si desterà qualcosa per risponderti. Questo regalo lascio all'umanità: ecco le chiavi. Cerca le serrature; sii soddisfatto. Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred: per primo io le ho trovate: e sono matto. »





Da quando Lovecraft lo fece conoscere nei suoi racconti, il Necronomicon è divenuto il più famoso dei libri di magia, anche se ben pochi possono affermare di averlo letto (quelle che circolano in stampa sono tutte contraffazioni, senza alcuna eccezione), e il suo testo effettivo è, in realtà, nebuloso quanto le sue origini e la sua stessa esistenza.
Secondo ciò che affermano gli occultisti contemporanei, il Necronomicon consisterebbe, in realtà, in una raccolta di incantesimi aventi la funzione di porre in contatto con entità ultraterrene e di aprire (o chiudere) le misteriose Soglie che permettono la trasmigrazione fra il mondo di tutti i giorni e il misterioso Altrove in cui dimorano tali creature.
Questo è uno degli obiettivi della Magia Rituale, e sono molti i libri che insegnano tale genere di pratiche. Carattere distintivo del grimorio lovecraftiano sarebbe tuttavia quello di essere l’unico, fra i testi noti, ad avere origini autenticamente pre-umane. I suoi incantesimi, cioè, risalirebbero alle sconosciute creature aliene che a più riprese giunsero sul nostro pianeta prima che l’uomo si manifestasse (e che furono anzi, secondo molte dottrine, gli artefici dell’origine dell’umanità).
Lovecraft, non si sa in base a quali fonti, riferì che il testo del Necronomicon si deve a un filosofo arabo, di nome Abdul Alhazred, che per vie sconosciute riuscì a entrare in contatto con tali entità, a carpirne taluni segreti e a rendersi conto, con comprensibile orrore, che esse non hanno troncato tutti i legami col nostro mondo, ma sono pronte ad abbandonare le sconosciute pieghe del cosmo in cui dimorano per fare nuovamente irruzione nella nostra realtà. Anzi, è imminente il giorno in cui (2012?), col volgersi dei tempi, si apriranno nuovamente i cieli e ci sarà una ulteriore irruzione delle forze delle tenebre nel mondo della luce.
A tale evento (anticipato da infinite profezie, sotto vesti diverse) si preparano molti culti abominevoli, residuo delle pratiche d’adorazione tributate dall’umanità primigenia nei confronti di questi Signori dell’Abisso. Gran parte delle tradizioni di magia infera, non escluse le frange sataniche, sarebbero in realtà null’altro che il ricordo fortemente modificato di queste remotissime pratiche cultuali.
Sono molti i cenacoli di eruditi che cercano di ricostruire in qualche modo la perduta collazione di rituali messa insieme, nell’ottavo secolo di questa era, dal famoso "arabo pazzo", Abdul Alhazred. Il Necronomicon Research Group è uno dei nuclei che perseguono con maggiore impegno tale obiettivo. In queste pagine, riproduciamo alcuni dei rituali ricostruiti dagli studiosi che fanno parte di tale ristretta organizzazione.

Origine del nome
Il grimorio attribuito al temerario e folle arabo Alhazred descrive le immonde entità abitatrici della Terra primigenia e dettaglia i rituali grazie i quali è possibile entrare in contatto con esse, riaprendo loro la via del nostro pianeta e richiamandole dagli abominevoli intermudia che abitualmente infestano. E’ forse l’invenzione letteraria più fortunata di Lovecraft. "Il
nome "Abdul Alhazred"", scrive in una lettera a Harry O. Fischer del febbraio 1937, "mi venne affibbiato da un adulto (non ricordo chi) quando avevo cinque anni e sognavo di essere un arabo dopo aver letto Le Mille e una Notte. Molti anni dopo pensai che sarebbe stato divertente usarlo come il nome dell’autore di un libro proibito. Il titolo Necronomicon ("nekros", cadavere, "nomos", legge, "eikon", immagine = "immagine [o rappresentazione] delle leggi dei morti") mi è balenato in mente nel corso di un sogno ma l’etimologia è perfettamente
plausibile… Fu soltanto più tardi che mi preoccupai di trovare un titolo arabo plausibile (Al Azif, un termine che ho reperito in una delle dotte note poste da Henley a commento del Vathek di Beckford; lo uso in modo corretto, anche se è di seconda mano) da assegnare alle versione originale del testo del vecchio Abdul, tradotto dai bizantini come "Nekronomikon".
Sui due termini Necronomicon e Al Azif si sono intrecciate discussioni a non finire. Il critico S.T. Joshi ha fatto notare che il greco di Lovecraft in realtà non è corretto. Il termine dovrebbe spezzarsi così: "nekros", cadavere; "nemein", considerare, classificare; "-ikon", suffisso aggettivale corrispondente al latino -icum. La traduzione corretta del titolo sarebbe dunque: "Una classificazione dei morti". Altri dotti esegeti spezzano invece il termine
in "nekros", "nom-" e "-ikon", ricavando in tal modo "Guida alle regioni dei morti". Un’ulteriore suggestiva interpretazione dà "nekros", "-nomia": da cui "Dottrina della gestione dei morti". Quanto ad Al Azif, Lovecraft spiega che è un termine arabo che indica certi rumori notturni dovuti agli insetti, che si supponeva essere "l’ululato dei dèmoni": informazione - aggiunge desunta da una nota apposta al Vathek. Nel Vathek (celebre romanzo fantastico
orientaleggiante scritto da William Beckford nel 1786) si leggono queste righe: "I buoni musulmani immaginarono di aver udito l’improvviso ronzìo di quegli insetti notturni che sono presagio di sciagura..."; alle quali l’erudito Samuel Henley (che eseguì la prima versione inglese del romanzo di Beckford, originariamente scritto in francese) fa seguire questa nota: "Si deve osservare che, nel quinto versetto del Salmo 95, l’espressione "il terrore della notte" viene resa, nella versione [della Bibbia] in old English, con l’espressione "the bugge by night" [l’insetto della notte]. Nelle prime colonie americane, ogni volatore notturno dal
comportamento pencoloso veniva genericamente chiamato "bug"; da qui il termine "bugbear", col significato di qualcosa che porta terrore ovunque vada. Beelzebul, o "Signore delle Mosche", era uno degli appellativi onentali conferiti al diavolo; e il rumore notturno chiamato dagli arabi Azif si credeva fosse l’ululato dei dèmoni..." Da quali fonti Henley abbia tratto queste informazioni non è noto: a quanto sembra, infatti, non esiste in realtà in arabo un’espressione del genere. Il critico argentino Eduardo Pablo Giordanino, bibliotecario del Centro professionale di scienze economiche di Buenos Aires, fa un’ipotesi interessante: "Una fonte probabile è Richard Francis Burton. Leggendo una delle sue appendici alle Supplemental Nights (1887) che fanno parte della sua traduzione delle Mille e una notte, ho incontrato un riferimento a testi arabi di carattere occulto ed esoterico il cui autore. "Ali Aziz, effendi di Creta".
All’origine di tutto c’è, forse, uno dei più elusivi grimori della magia orientale: un testo noto come Kitab al-Azif o Kitab al-Uhud (Il libro del potere), attribuito alla figura semi-mitica del mago Abd el-Kadir o, in alternativa, dettato a Salomone dal dèmone Asmodeo. Di esso esiste una copia unica, una versione inglese settecentesca, che Henley avrebbe potuto conoscere. Il documento è intitolato The Book of Power, e reca nell’intestazione queste parole: "Segreti cabalistici del Maestro Aptolcater, Mago di Adrianopoli, trasmessi dalla più remota antichità. Tradotto in inglese da una versione greca a cura di J.D.A., sotto il patrocinio del Maestro A.N.K.B. e cominciato il giorno 16 giugno nell’anno di N.S. 1724". Si tratta in sostanza di un rituale per l’evocazione di spiriti di varia natura, simile nell’impostazione alla più celebre Magia Sacra di Abra-Melin. Se ne può trovare una traduzione parziale in italiano in Jorg Sabellicus, Magia Pratica, vol. 2


Evocazione del Guardiano
Il "Guardiano" è una entità cui Lovecraft allude con reticente terrore in alcuni suoi testi narrativi e poesie. Corrisponde, in parte, al "guardiano della soglia" della tradizione occulta occidentale, ma con risvolti più tenebrosi e drammatici. Coloro che erano in grado di operare col Necronomicon lo evocavano per vigilare sul loro tempio magico e per farne uno "schiavo" per le loro operazioni. Ma era un pericoloso schiavo, perché sempre pronto a "divorare" (ovvero, a risucchiarne vampiricamente la personalità) il proprio presunto signore. Ecco le formule rituali che venivano impiegate per richiamarlo da suo spaventoso intermundium. "Questo è il Libro dell’Evocazione del Guardiano, le cui formule io, Alhazred, ho ricevuto dallo scriba di Enki, il nostro Padrone, Signore di tutta la Magia.
"Gran cura va posta acciò che questo spirito indomabile non si ribelli contro il Mago, e per questo motivo va celebrato un sacrificio preliminare in una coppa nuova e pura, con iscritti gli appropriati sigilli, che sono i tre segni oscuri incisi nella caverna della Rocca in cui avvenne la mia iniziazione [presumibilmente, la sconosciuta città di Yrem nel Deserto Crèmisi . E sono: "Questi segni debbono essere incisi sulla coppa con uno stilo sottile, o su di essa tracciati in inchiostro nero. L’offerta sacrificale dev’essere di pane chiaro, resina di pino e dell’erba chiamata Olieribos (va bene una qualsiasi pianta aromatica sottoposta al regime di Saturno: acònito, asfodelo, coca, cipresso, finocchio, giusquìamo, mandragora, ginepro). Le offerte vanno bruciate in una coppa nuova. E accanto va posta la spada che chiamerai Spada del Guardiano, col suo Sigillo inciso sulla lama (presumibilmente, il sigillo in questione è il Segno degli Antichi, che Lovecraft traccia così: ¥). E abbila sempre a portata di mano, perché il Guardiano abiterà il luogo nel momento in cui pronunzierai il suo Richiamo, e se ne andrà soltanto allorché celebrerai il rito del Congedo.
"Il Guardiano proviene da una Razza differente da quella dell’Uomo, e diversa anche da quella degli Dèi: e si dice che egli fosse con Kingu e le sue orde al tempo della Guerra tra i Mondi, ma entrò in disaccordo e si unì alle armate del Signore Marduk.
"Per conseguenza, è saggio evocarlo nei Nomi dei Tre Grandi Guardiani che esistevano prima del Conflitto da cui infine sorse il Guardiano e la sua Stirpe: ed essi Tre sono ANU, ENLIL e il Signore ENKI delle Acque Magiche. Ed è per questo motivo che Essi sono talvolta chiamati i Tre Guardiani, MASS SSARATI, e il Guardiano MASS SSARATU, o KIA MASS SSARATU. "E il Guardiano si mostra talvolta nella forma di un grande e feroce Cane, che s’agguata dinnanzi alla Soglia o al Circolo, e terrorizza gli idimmu (corrispondenti agli "elementali" della tradizione magica d’Occidente )che in eterno dimorano attorno alle barriere, in attesa dei sacrifici. E il Guardiano innalza la Spada di Fiamma: della quale anche gli Antichi Dèi ebbero sgomento.
"E talvolta il Guardiano si mostra in aspetto di Uomo dalla Lunga Veste, raso di peli, con occhi che non deflettono mai dalla mira. E il Signore dei Guardiani dimora - così è detto - tra le Desolazioni dell’IGIGI: e Guarda soltanto, e giammai leva la Spada o combatte gli idimmu, se non quando viene evocata l’Intesa da nessuno meno che gli Antichi Dèi nel loro Consiglio, o dai Sette Gloriosi Aphkhallu.
"E talvolta il Guardiano si mostra come il Nemico, pronto a divorare il Sacerdote che commette errori nei suoi incantesimi, oppure trascura di celebrare il sacrificio, o agisce in isfida all’Intesa: azione per la quale gli stessi Antichi Dèi non potrebbero impedire alla Razza silenziosa di esigere il prezzo del sangue. E si dice che taluni di quella Razza siano in attesa degli Antichi, perché nuovamente giungano a dirigere il Cosmo, e assumano la guida di tutte le cose, e diano leggi a ciò che è senza legge. Questo è ciò che vien detto".



Elenco degli esemplari del Necronomicon dei quali è data per certa l'esistenza. Oltre a questi però ne esistono altri che sono detenuti segretamente.

Il British Museum custodisce nei suoi archivi riservati una copia del testo in caratteri gotici, completo.

Un miliardario americano sembra che possieda una copia del testo in caratteri gotici.

La Bibliothèque Nationale a Parigi è in possesso di un esemplare dell'edizione spagnola.

La Miskatonic University di Arkham, Massachussets, possiede una copia dell'edizione spagnola.

La Biblioteca dell'università di Buenos Aires possiede anch'essa una copia dell'edizione spagnola.

La Widener Library di Harvard ha un'altra copia spagnola.

La Biblioteca dell'Università di Lima nel Perù possiede una copia dell'edizione italiana.

La Kester Library di Salem, Massachussets, custodisce una copia del Necronomicon in caratteri gotici.

La Central Libray della California State University, Los Angeles, possiede una copia dell'edizione spagnola.

In una collezione privata del Cairo si trova un esemplare dell'edizione italiana.

La Biblioteca Vaticana possiede una copia del testo in caratteri gotici ed una dell'edizione italiana.

In una Località sconosciuta della Cina, esiste una copia manoscritta del testo arabo.

Nella Città senza Nome, in Arabia, si trovano alcuni frammenti del manoscritto originale.



Fonti:
www.wikipedia.org
www.geocities.com/Athens/olympus/9310/
www.centrostudilaruna.it/necronomicon-libro-maledetto.html

Francesco